sabato 13 luglio 2013

La ricetta della felicità.


Si sa, quel bontempone del farmacista di Atlanta ha avuto una grandissima idea. Quella di inventare una bevanda (al tempo creata come rimedio al mal di testa) amata praticamente da tutti. Ma proprio tutti. Compreso me. Lo statunitense Pemberton nel 1886 se ne uscì con questa mistura di aromi, per alcuni "rubando" l'idea al suo collega farmacista corso Angelo Mariani.
La seconda parte della storia, nel passare del tempo è una pubblicità di successo, che la mia mente da trentenne parte dall'albero di natale illuminato da un sacco di candele sorrette da persone di diverso paese, passando per gli orsi bianchi, a babbo natale, fino ad arrivare alle ultime, che puntano più sulla famiglia. Una notte riflettendo su questo tipo di pubblicità ho scritto un piccolo racconto, quest'ultimo si è evoluto diverse volte e come un mastro birraio ne ho "estratto" una poesia. Che partendo da una sorsata, potrebbe toccare il cuore di chi la legge, almeno questo è il mio augurio!



 
La ricetta della felicità.

L’abbraccio di tua mamma
L’abbraccio di tua moglie
Tener per mano
Il tuo bambino
E non aver altre voglie
Viaggiar per Francia
Viaggiare tra lavanda
Sentir profeta dir che
Non vi è altro.
Denari, potere,
criteri del viver assieme.
L’odor del muschio
Il bagnato della sabbia
Il lavoro della dignità
L’esser se stessi.

venerdì 12 luglio 2013

I tipi (e le tipe) da "anti"spiaggia

Da sempre ci si divide su tutto anche per quanto riguarda l'aspetto termico stagionale. Ho assistito su un socialnetwork ad uno scambio di battute colorito tra i pro e contro il caldo d'estate, sullo sfondo della accesa discussione (tra un ragazzo pro e una ragazza contro) c'era anche l'idea di potersi rifare gli occhi con i soggetti da spiaggia. 

Parto dal presupposto che sono un'amante della neve, non per sciarci, semplicemente mi piace. Ogni anno mi ritrovo ad essere quello sceso dalla luna. Le frasi celebri sono sempre le stesse. "Ma come, non sei ancora andato al mare?" Oppure, è impossibile che tu non ami il relax della spiaggia! A queste e altre mille inutili battute, la prima cosa che mi viene in mente è che quando fa freddo uno ha anche più possibilità di vestirsi come gli pare, e le donne sono più sexy vestite in maniera elegante che scosciate. Si sarà capito, cercherò di spiegare a tutti gli amanti del caldo e della spiaggia le ragioni di quelle persone che vengono visti come reietti semplicemente perchè non amano il mare. D'estate. E cercherò di spezzare una lancia in favore di tutte quelle persone che come me odiano il caldo. Davvero! Per noi andare al mare è una tortura.


Cominciamo. Ci sono diversi personaggi che abitano l'estate e si incontrano tutti contemporaneamente al mare. Se vai in albergo rimarrai decisamente aleggerito col pretesto dell'alta stagione, L'albergatore serio ti guarderà con aria professionale, l'albergatore capitalista ti guarderà come un tacchino da spennare. Se non ci vai e decidi per un weekend di (NON) relax passi metà della vita a cercare parcheggio.
Allora, torniamo in spiaggia. In spiaggia libera sembra di essere un branco di foche. Uno sull'altro a pestarsi a vicenda, senza contare che se per caso vai al bar più vicino a prenderti qualcosa di fresco ci si deve dividere perchè in un nano secondo ti fregano il posto, l'asciugamano, e qualsiasi oggetto lasciato incustodito, l'inciviltà è ovunque ma in vacanza uno spera sempre di evitarsela. Ogni spiaggia è attaversata da chi vuole venderti qualunque cavolata inutile cappello, no grazie, occhiali, ce l' ho, orecchini, no grazie, braccialetto no grazie, calzini... Calzini? ci son 49 gradi all'ombra! 
Il cane. Se per caso hai un amico a 4 zampe (e io ce l'ho) trovi sempre l'incivile che deve rompere le così dette, perchè lo hai portato con te e non l'hai abbandonato in autostrada, come ha fatto lui un'ora prima. 
I bambinoni, il mondo si sà, purtroppo è pieno di imbecilli. Dunque chiaramente questa categoria di persone non ha scrupoli. Infatti si mettono a 2 metri dalla persona più vicina a giocare a racchettoni! Oltre a dimostrare poca educazione fanno anche la figura dei prepotenti. 
Il pompato. Sono sempre in gruppi poco numerosi, solitamente quattro, abbronzatissimi, con finti occhiali RayBan d'ordinanza comprati dal personaggio prima descritto, cercano di andare in giro con la tartaruga, a velocità tartaruga, per farsi ammirare. Da chi? Dalle rozze tatuate, che si mettono il fondotinta lungatenuta persino prima di andare a dormire, che cercano il classico uomo con le palle. Ma gli steroidi non le rimpicciolivano? 
I vigili urbani. Fa caldo e capisco che stare in divisa è una tortura. Ma andate a dirlo ai muratori che lavorano sui tetti al sole. Torniamo ai vigili, stanno all'ombra, possibilmente di un dehor. Appena si devono muovere fanno 1453 multe in fila poi con calma tornano a gustarsi una spremuta, al dehor di prima. 
Quindi se vi capita di incontrare uno/a strano/a a cui il mare davvero non va giù non fate domande, e non cercate di convincerli, perchè in ogni caso se dovessero accompagnarvi, non sarebbero di compagnia e non gradirebbero questo tipo di vacanza. Con discrezione ed educazione semplicemente vi diranno no grazie. Quindi in conclusione, non vale la pena secondo noi, subire 37 gradi per vedere quattro ragazze in short, o alcuni ragazzi palestrati, anche perchè, se non è il vigile, è il parcheggio, o è l'Hotel che ti faranno passare la voglia di andarci. Continuate a pensare che siamo starni. A noi non importa

martedì 9 luglio 2013

A.A.A. Veri guerrieri per vere battaglie.

Ho letto poco tempo fa alcune notizie riguardanti una arzilla cinquentenne che rimane sempre sull'onda. Ogni due secondi nel mondo viene venduta una sua copia. La donna in questione sa sempre vestirsi a modo, e alla moda, non si fa mai trovare struccata, nemmeno al mattino, e soprattutto è sempre accompagnata da un grandissimo sorriso. Si direbbe che è la donna che ogni uomo sogna fin da ragazzino. La donna in questione è americana, è amata soprattutto dalle donne ed è qui che incredibilmente sorge il problema. In quest'epoca che tende a creare la libertà totale, anche per quelle persone che pensano di essere nate nel corpo sbagliato, la nostra signora bellissima e longilinea sembra dare una linea guida alle bambine di mezzo mondo. L'avrete capito, si parla della Barbie. Un gruppo di femministe che si potrebbe definire "ortodosso"critica in maniera pesante sul proprio sito la mitica bambola targandola come un modello sbagliato perchè darebbe l'idea di un'educazione sbagliata, dove la donna è paragonabile ad un oggetto, e come tale dagli uomini (imbecilli) trattata.

Qui parte la mia personale riflessione. Nel nostro mondo non si trovano più battaglie da combattere, e forse anche a causa dei media di mezzo mondo la battaglia preponderante è diventata quella della libertà del terzo sesso. Anche in questo caso ci si schiera. e' inevitabile, alcuni pro e alcuni contro, tra i molti disinteressati. Già il disinteresse che ha contagiato la nostra società scorre anche in questo caso. E' chiaro che se ci si sente coinvolti in prima persona si dà l'anima per una causa. Sinceramente purtroppo io faccio parte della terza categoria. Cerco di disinteressarmi. Il problema è che ci sono, nella situazione in cui ci troviamo problemi davvero più importanti, cominciando da quello politico, seguito a ruota da quello economico, senza tralasciare quello sociale. Non entro nel discorso farcendolo delle tante critiche che vengono dal mondo della religione, perchè, anche in questo caso lo reputo un problema di secondo piano. Purtroppo di battaglie davvero importanti da combattere ce ne sarebbero molte, così tante che l'elenco supererebbe le battute di tastiera a me permesse. Posso però cominciare da una categoria che davvero meriterebbe una vera battaglia. Gli esodati. Persone che si sono spaccate la schiena per quarant'anni e ancora non possono vivere una vita serena, da nonni sereni, che guardano i loro nipotini nel passeggino, sereni anche loro. Si dovrebbe poi combattere per poter dare a tutti quelli che non possono avere un futuro davanti, seconda categoria, i precari. Attenzione, questi se si mettessero insieme sarebbero davvero un esercito. Si dovrebbe scendere in massa in piazza e combattere a bordo di una carrozzella per mandare in galera a vita i finti invalidi, ci sono migliaia di "si dovrebbe". Purtroppo.

In realtà come in uno spot molto famoso che faceva vedere un paziente in attesa di un'operazione, e subito dopo era incalzato dallo slogan. "Ti interessa se il medico è omosessuale?" No ragazzi non interessa a nessuno. Lasciate in pace la Barbie, e smettiamola col cercare a tutti i costi battaglie che non hanno senso in questo momento, teniamo piuttosto la guardia alta e cerchiamo tutti insieme di combattere il vero problema del nostro tempo. Quello che in un post precedente ho chiamato conflitto di disinteresse. Della nostra classe politica verso le persone che vivono ogni giorno la propria Italia quale sennò.   

domenica 7 luglio 2013

Atlantico





Atlantico
 
Portoghese oceano, risate
Dell’infranta onda che sbatte

Sulle mani tuoni e bigie cascate
Sui nostri cuori accosti, ritratte

Voci sfiorano il momento grate
Sguardi e alghe trecce ovatte

venerdì 5 luglio 2013

Non dire gatto.





Appena pochi giorni fa mi sono soffermato nella riflessione che riguardava i diciannove vigili del fuoco americani morti durante un'azione contro un devastante incendio.
Oggi è passata alla televisione una bella storia. Questa volta a buon fine di un pompiere, di nome
Cory e di un gattino, una di quelle storie che sembrano appena uscite da un film di Hollywood. L'incendio si è sviluppato ormai la casa è invasa dal fumo, il ragazzo in questione entra nella casa e scopre il gattino a terra, sembra morto. Lui però ci crede, lo prende ormai esanime, lo tira fuori dalla casa lo rianima con ossigeno e acqua e il gattino si salva. Tutto questo viene ripreso da una telecamera che il vigile del fuoco porta sul casco come si vede dal video. Questa storia a me ha colpito moltissimo, sia per come si è svolta, sia per la caparbietà del giovane vigile del fuoco, sia per la sopravvivenza del piccolo gattino Lucky, che adesso starà giocando col suo bel gomitolo.
Ma forse quello che si sa poco è che i gatti amano mettersi in certe sitazioni pericolose, e forse ancor più si pensa che l'associazione gatto-vigile del fuoco sia rara e riservata alle serie televisive.
Una storia di salvataggio felino è successa pochi mesi fa in Italia a Perugia.
Ve la racconto.
Tre ragazze sentono miagolare, è strano non si capisce dove si trova il micio. Ad un certo punto da una grata sbuca una testolina, è un micio che chissà come e perchè è finito in una condotta di aerazione e se la vede brutta, è visibilmente emaciato. Le ragazze chiamano i vigili urbani che a loro volta chiamano i vigili del fuoco che non esitano a scardinare la grata e liberare il gatto.
I pompieri italiani non hanno telecamere sul casco ma i passanti scattano diverse foto, il micio istintivamente tenta di scappare e chi meglio può riuscirci, infatti una volta ritrovata la libertà fugge. A pochi isolati però si ferma perchè è troppo stanco, una signora lo nota e lo sfama coccolandolo un pochino, lo chiameranno One. Come nel post precedente, un applauso va anche ai nostri Fire Fighters perchè sanno salvare la vita come gli omologhi americani. Bravi!
Ecco il nostro One che mette qualcosa sotto i denti dopo la brutta avventura. Olè.



giovedì 4 luglio 2013

D’aceto amante.

Qualche mese fa ho partecipato ad un concorso letterario indetto dal comune di Formigine, vicino Modena. Era possibile partecipare con una poesia a tema. Solitamente cerco di evitare questo tipo di scelta perchè è quella che a mio avviso è la più difficile, ma l'idea mi stuzzicava, il tema in questione era l'aceto balsamico. Una notte nel pensare ad altro mi è balzata in mente un'idea, quella che mi piace di più, quella di provare ad essere io il protagonista della poesia in persona. Così mi sono impersonato nel condimento tanto apprezzato e ho deciso di scrivere qualcosa che a mio avviso sembrasse originale e simpatico. Risultato; entro nei finalisti, mi viene mandata a casa la pergamena e la poesia finisce su una bellissima e curata antologia, provo a proporvela sperando possa piacervi.



D’aceto amante.
Viola blu rosso scarlatto
di quante essenze son fatto,
denso, peso e ispessito
passo allegro sul suo dito
nella botte ho poltrito
ne vò fiero mi son brunito
agrodolce di soppiatto
Ogni donna è mia amante.
Faccio buone anche le foglie
un consiglio ascolta me.
Stai attento anche a tua moglie….

martedì 2 luglio 2013

Il sogno disilluso dei piccoli eroi





Almeno una volta nella vita ogni bambino o ragazzino ha sognato di far parte di un gruppo coeso e preparato ad affrontare ogni sfida, anche la più pericolosa.
Solitamente ci sono persone che non fanno nulla di eccezionale, semplicemente fanno il loro lavoro, se gli viene chiesto rispondono tutti così. Questo lavoro implica dei rischi come ogni lavoro. Ma il motto di quasi tutti i corpi di questo genere reca la frase: "Quando tutti fuggono noi accorriamo." Si tratta di quei ragazzi e uomini, ragazze e donne, che si gettano nel pericolo per salvare la vita altrui. Altri tipi di lavoro hanno la peculiarità di salvare delle vite come i chirurghi, ma l'azione necessaria che fa capire dove si è davvero coraggiosi ce l'anno dentro soltanto i vigili del fuoco.
Arizona, si sfiorano i 54 gradi nella Death Valley, quasi un record, un giorno scende un fulmine e si scatena un inferno. Suona il telefono, è un'emergenza, e come al solito si accorre nel fuggi fuggi generale. Sulla collina di Yarnell si preparano con bocchettoni autopompa, e tutto il necessario, ma qualcosa va storto, diciannove combattenti del fuoco (FireFighter così li chiamano gli americani) combattono ma cadono, sul campo nel modo peggiore, carbonizzati. Alla sera le loro famiglie non li rivedranno mai più. Questa è la brutta storia della squadra che ha cercato di salvare la collina sulla quale c'era un paese e dove sono bruciate 250 case, direi propiro parecchie chissà che vero inferno si sono trovati davanti questi pompieri di cui l'età media era 22anni. Ho avuto la fortuna di essere a NewYork durante la commemorazione dei 10 anni dal disasto dell'11 settembre, una fiumana esagerata "all'americana" di vigili del foco provenienti da ogni parte degli Usa e del mondo (anche dall'Italia) hanno sfilato fino a Ground zero. Bellissimo, ognuno con la propria uniforme "vecchi" veterani e ragazzi poco più che ventenni con le loro decorazioni.
Questo post è dedicato a questi che io annovero tra gli eroi, come quelli delle torri gemelle. Questi di seguito sono i ragazzi in questione.



Ora però veniamo a noi, come al solito, ci faremo riconoscere. Il corpo dei vigili del fuoco italiano è validissimo e composto da persone preparate, eroi come quelli americani nè più nè meno, quello che cambia  è ovviamente la disorganizzazione totale. Come molti ho tentato di fare domanda per il corpo dei vigili, ho fatto tutte le visite del caso (due giorni di lavoro persi non rimborsati) e mi accettano! Felicissimo corro a casa attendendo una chiamata. Dopo 2 anni e non sono pochi, il ministero mi scrive dicendo che le domande sono sature, e che dovrò aspettare a data da destinarsi. Colpa della solita maledetta crisi. Poichè si sa che il personale in certe zone è insufficiente. Purtroppo la penisola è disseminata di persone disilluse come me che  ancora una volta si trovano la porta sbattuta in faccia dalla propria beneamata Italia. In ultimo, posso ancora lamentarmi per conto di molti pompieri che conosco, che con la scusa di essere un corpo "non militare" non si meritano dall'amministrazione una divisa da utilizzare come tale, anche nelle grandi occasioni si presentano con la tuta da lavoro. Amatissima da tutti, da noi che li vediamo, e da loro che la indossano, perchè ormai è un simbolo caratteristico, ma un pochino di stile soprattutto nel nostro paese non mancherebbe, data la validità di un corpo come questo.