domenica 8 dicembre 2013

Di Minosse possesso.



Di Minosse possesso.

Rapide promesse alate
Senti. Chiamano, ascolta
Par che sia l’intera aria
A sussurrar t’amo

Dal fondo evapora
Sapor di te
Né biondo né fiondo
Di lucide sibille rapide

Veloci cascate
Dibattono Acqua
Confonde sensi
Di verde

Di rosse gote
E labbra al sol
Di Minosse
Con mar celeste

Sorvola promesse
Ancor l’isola
Dalla vetta all’erta
Del cuor tuo

In cui guardo
Su cui scrivo
Di tempeste
Entro quali ho volato

Raggelato compreso
Di per sé sapere
Il mio tanto velato
Esser tuo possesso alato.



venerdì 6 dicembre 2013

I versi di un ragazzo che ci crede.

E' inverno sulle montagne, è inverno qui dove la violenza ha preso piede, è inverno qui dove la guerra si combatte anche con una poesia. Le montagne sono quelle dell'Afghanistan, la guerra è quella in cui anche noi italiani facciamo la nostra parte.
Scovo su un quotidiano nazionale (questa volta lo cito) "LaStampa"che si parla della passione per la letteratura, scopro con entusiasmo che seppur con un micro video e un micro articolo, anche i grandi giornali parlano di poesia. Parlano di quella poesia scritta dove più serve, scritta dove la libertà per molti è ancora un miraggio, dove la libertà può celarsi nei versi di un ragazzo che ci crede. La piccola intervista ha come protagonisti dei giovani, che scrivono poesie ironiche, contro la guerra, perchè laggiù ce n'è bisogno.





Di poesia se ne parla ovunque, basta aprire un sito e cercare la parola in versi e si viene letteralmente sommersi da strofe di persone sconosciute che amano scrivere poesia. Negli ultimi tempi, la poesia si è evoluta, ha preso e sta prendendo una sua nuova forma, il verso libero la fa da padrone e la maggiorparte delle strutture poetiche sono andate a farsi benedire, come direbbe qualcuno. Questo legittima tutte quelle persone che si credono "letterate" a sparlarne in barba a tutti quelli che ci mettono il cuore. Perchè è questo il problema. Le persone troppo legate ai dogmi grammaticali non capiscono che dentro ai versi non deve esserci per forza un endecasillabo, deve esserci invece la convinzione da parte di chi ha scritto, che quelle parole possano toccare il cuore, e far apparire un sorriso sul volto di chi legge. La poesia deve poter trasportarti in un mondo diverso, deve poterti far pensare alla persona amata, deve poterti stringere il cuore. Fermiamoci un attimo a pensare, quello che adesso ha la possibilità di farlo è. La canzone, quanti versi di canzoni conoscete, migliaia giusto? Credo dunque che la poesia moderna debba per forza di cose somigliare sempre più una canzone pur rimanendo una poesia. Il mio raccapriccio è leggere un antologia di poeti vari dove trovo almeno quattro o cinque poesie che si intitolano "Vita" oppure "gli Amanti", oppure ancora "Etereo." Credo che chi mi abbia già letto in precedenza possa capire quanto sia impotante per me un titolo. Un titolo non deve essere parte della poesia deve essere un fondamento, deve essere la scintilla che permette al lettore di ricordarsi di cosa si tratta e possibilmente di chi scrive, perchè anche questo è lo scopo del poeta.   

In Afghanistan dove l'informazione di massa non la fa ancora da padrone, si pensa che nel tempo, "alcuni diranno di essere poeti gli altri diranno che amano ascoltare le poesie". Spero che la mentalità cambi e che ci si riconosca un giorno in una poesia oltre che in una canzone.

Ci ha lasciato un grande che amava la libertà. Questo grande era di colore e più ancora era uno che i colori li aveva dentro. Questo signore abitava in Sudafrica ed era da tutti considerato una specie in estinzione era un saggio. Io ho un nipotino di colore che ha a che fare ogni giorno con mio papà, suo nonno. Anche Nelson era un nonno, ho pensato potesse essere un buon pensiero per ricordarlo.



Il bambino colorato.

Tu colorato di castagno
Cresci alle caviglie
Del nonno come erba
Come Primavera.

Tu che hai sguardo
E fiato e riccioli
Come rivoli di vita
Come Pruno

Tu che raddrizzi
I rami così contorti
Dell’uomo che più t’ama
Come Bria n.

domenica 1 dicembre 2013

L' Eleganza

Forse aprendo il vostro personal computer avete notato l'immagine ricordo di una donna che è subito riconoscibile. E' Maria Callas. Quando si pensa a lei si pensa subito alla musica che forse soltanto lei era in grado di interpretare in quella maniera. Purtroppo, come la maggior parte della gente non conosco così bene l'opera da poterne parlare in maniera precisa e approfondita, non sono il tipo da lanciarmi in descrizioni e pensieri profondi senza conoscere ciò di cui parlo.
Vi è una cosa però di cui posso parlare. Una di quelle cose che saltano agli occhi di tutti. Posso parlare di quello che vedo, posso parlare di quello che una rapida ricerca su internet mi permette, posso guardarla e posso comprendere la parola che su ogni altra cosa la identifica. La sua Eleganza.


(Come una vera diva anche nel video si fa aspettare, datevi quattro minuti e mezzo per ascoltare l'aria che tutti conosciamo.)


Questa parola è una parola che sembra essere sparita, proprio dal paese che tanto si vanta di avere fondato le grandi case di moda, di essere stato la culla dell'opera, e di aver dato i natali ai più grandi ed eleganti artisti dell'affresco.
In queste settimane va alla grande un programma televisivo dedicato alla musica dove alcuni personaggi che stanno emergendo non cantano, al massimo urlano, dove sempre questi ragazzi, si presentano in ciabatte, e ne vanno fieri. E' vero che i tempi cambiano, è vero che l'abito non fa il monaco, ma sicuramente per alcune persone l'eleganza non è semplicemente un modo di vestire, l'eleganza è raccogliere un oggetto caduto al supermercato, l'eleganza è lasciare il posto ad una donna incinta, l'eleganza è dare indicazioni ad un turista che si è perso nelle nostre immense città dalla bellezza magnetica, l'eleganza dovrebbe trasparire dai piccoli gesti che restituirebbero a questo popolo sempre più barbaro un minimo di garbo e gentilezza.
E' chiaro che l'eleganza intesa come espressione personale si è persa, raramente ci si imbatte in una persona che davvero si possa dire elegante, forse è proprio per questo che esistono questi video in bianco e nero che ci permettono di vedere e non soltanto sentire la grnde figura di Maria Callas, per ricordarci che le donne e gli uomini sapevano cosa volesse dire essere elganti, e faci sentire messi in un angolo dove le nuove mentalità, e i mille altri motivi ci hanno spinto facendoci sembrare così piccoli e trascurati di noi stessi.

giovedì 28 novembre 2013

Notti d'incanti saperi

Notti d'incanti saperi


La figlia dell'arma bianca
sgorga dalla tua lemma
colpisce non fugge
non invidia d'illusione


Rispondere al pianto
immersi nello spirito
chiari fulgidi ignari
bambini e notti d'incanti


Chissà dove andare a rubarti
senza paure a corse nel fango
mentre piove tra le risposte
aurore pendere al lume del sapere.




martedì 26 novembre 2013

The Cranberries - Ode To My Family



Raramente utilizzo il mio blog per mettere in evidenza la musica che amo, ma oggi mi sento particolarmente malinconico, e decido così di estrarre dal cappello un vecchio pezzo che a mio parere è stupendo. Purtroppo molti lo hanno dimenticato, ma a me torna in mente periodicamente. Si parla sempre di quanto la musica italiana sia maltrattata all'estero, rea di esser troppo semplice e a volte insipida. Poi si prendono le canzoni che arrivano dall'estero, soprattutto cantate in inglese e si scopre che i testi sono così poveri da non trasmettere nulla se letti ma soltanto se ascoltati. Questa canzone no, questa fa eccezione, questa è diversa, è davvero profonda e si lascia ascoltare come se ci trasportasse la corrente.

Perchè a volte dalla corrente bisogna lasciarsi vincere.

domenica 24 novembre 2013

Grazie signora grazia.

In questi giorni ogni telegiornale parte in quarta con la lettura dei titoli più accattivanti dei quotidiani. Mi chiedo ogni volta a cosa serva, poi mi rispondo che è giusto che la carta stampata abbia la sua risonanza. Questa volta chi fa più parlare di lei è la signora Grazia. Non so se vi è capitato di sentire di questa bellissima donna, voci di corridoio danno la bellissima signora tra le braccia di Re Giorgio, ma si dice che un Cavaliere voglia rubarglela di mano.
Se qualcuno ha avuto la possibilità di leggerlo vi sovverrà una caricatura di Forattini che non sarebbe niente male.

Insomma, Il Cavaliere è riuscito in una cosa che fa raccapriccio a chiunque, ossia avere un rapporto con una minore, dall'altro lato del ruscello però si intravede una figura è una figura strana, parla tra se e se, con un libro sotto braccio, si tocca in continuazione i capelli, ha una lunga tunica e un cappello a punta, e ripete in continuazione la parola magica "Capra,capra." Costui è antipatico ai più ma a me stà simpatico perchè a modo suo dice sempre quello che pensa e a me questo tipo di persone piace. Ma torniamo a noi, Ad un certo punto il mago si ferma e di colpo capisce che la signora Grazia, lo stà osservando, lui a questo punto si rivolge direttamente alla signora.
Ascolti signora Grazia, nella sfera di cristallo ho visto orde di ragazzine assaltare la dimora del Cavaliere, queste ragazzine non erano sprovvedute, ma erano "interessate."  
La signora con una eleganza incredibile non risponde e continua la sua passeggiata nel bosco,
Appena poco più avanti Grazia si imbatte in un villaggio, ci sono personaggi di tutti i tipi, dal ragazzotto davvero sveglio e che merita il suo posto, quello che tutti chiamano rottamatore, al Joker che al posto dei campanelli ha cinque stelle sul cappello, e che sa il fatto suo, ma soprattutto sa dire quello che tutti pensano, una dote davvero per pochi, spiccano pochi altri, forse la signora grazia passando nota la maestrina con gli occhiali filanti e alla moda colorati, è graziosa peccato che per idea sua ha quasi distrutto le scuole del bosco, ma anche in questo caso la sig.Grazia tira dritto. Su tutti si ferma davanti ad uno di quegli esseri leggendari.
E' un enorme alberana. Cioè una metà è rana la metà è albero. In teoria Alberana sarebbe la capa della signora Grazia, però è stata beccata mentre bisbigliando faceva uscire una sua vecchia amica di famiglia dalle segrete del castello. Tutto il bosco si è indignato ma tanto è successo comunque. Anche in questo caso la signora Grazia ha deciso di essere clemente.
La signora Grazia finalmente raggiunge il Cavaliere e, grave in volto lo guarda e dice. Io con te non voglio avere nulla a che fare, quindi anche se invochi il mio nome non risponderò, c'è un attimo di silenzio, poi aggiunge, sicuramente con tutti i problemi che ha il nostro bosco, forse tu adesso anche se non ci credi, sei uno dei problemi minori caro Cavaliere. Aurevoire! Grazie signora Grazia. 

giovedì 21 novembre 2013

Noi del privilegio



Noi del privilegio

Noi che siamo andati infranti
a piccoli pezzi sussistiamo
l'un l'altro accosti eppur distanti

Noi che avremmo dato ogni bene
pur di trovar un angolo di mondo vuoto
dove solo il vento potesse scovarci

Noi che mozzate ragioni avremo
all'occhio di chi osserva e al verbo
di chi ha parola soltanto per fiatare

Noi che maledetti del nostro adesso
avremo bandiera ostentata nella brezza
di quel mar che domani sapremo

Come nostro soltanto. Privilegio.